Gli agenti dell’FBI, dopo anni di serrate indagini,
risalgono all’indirizzo di un efferato serial killer al quale danno la caccia da
molto tempo ma, una volta giunti nell’abitazione di Poughkeepsie, troveranno
soltanto una gran quantità di videocassette. I filmati, girati dallo stesso
assassino, verranno visionati ed attentamente studiati in modo da tracciare il profilo
psicologico dell’uomo.
Risale al 2007 questa misconosciuta pellicola diretta dall’autore di
“Quarantena” (2008), “Devil” (2010) e del recente “Necropolis” (2014). John
Erick Dowdle sembra essere particolarmente affezionato al found footage, sperimentandolo per la prima volta e con
ottimi risultati proprio in “Poughkeepsie Tapes”. Pur essendo costruita sui
clichè tipici del genere, la pellicola in questione presenta elementi
d’innovazione ben sviluppati ed ingegnosamente inseriti in un contesto sempre
dinamico e mai scontato. Abbandonati i classici canoni cinematografici, Dowdle
decide di raccontarci la storia di un sadico assassino in chiave
documentaristica, a metà strada tra
found footage e mockumentary.
