Raphael e Isabel convincono una ragazza, Lisa, ad unirsi a
loro per un viaggetto su uno yatch per un menage a trois. Tutto sembra
procedere per il meglio fino a quando la giovane, privata di ogni effetto
personale, vestiti inclusi, viene legata sulla prua del ponte e violentata. Il
peggio arriverà quando i tre giungeranno su un’ isoletta che pare essere una
vecchia conoscenza della coppia.
Ultima fatica di Marian Dora, autore di nicchia conosciuto
soprattutto per “Melancholie Der Engel”, la pellicola più indigesta e rappresentativa
della sua (finora) breve carriera cinematografica. Visti i rumors sul film in
rete – la pellicola è stata da molti classificata come una delle più
disturbanti degli ultimi anni – e conoscendo la fama del regista tedesco, mi sono
apprestata alla visione di “Voyage To Agatis” (noto anche con il titolo “Reise
Nach Agatis”) piena di aspettative, che purtroppo sono andate deluse. Il film sembra
partire bene con una sequenza piuttosto violenta e d’effetto, ma il piglio
smaccatamente e deliberatamente art house mi ha fatto storcere il naso sin da
queste prime
