Nomura vive a Tokyo, è un uomo affascinante e benestante con
l’hobby di torturare e uccidere giovani ragazze sotto l’occhio vigile delle sue
telecamere. I video, postati su internet, vengono visionati da Bayu, un giornalista di Giacarta
la cui vita lavorativa e sentimentale sembra andare a rotoli. Quest’ultimo,
spinto dal desiderio di vendetta, si ritroverà quasi inconsapevolmente ad emulare il sadico
assassino, fino a quando le strade dei due s’incroceranno pericolosamente.
A cinque anni dall’esordio (“Macabre”) i Mo Brothers si cimentano nel loro secondo lungometraggio, non prima però di aver partecipato a
progetti di notevole fattura quali “ABCs of Death” con il corto “L is for
Libido” e “V/H/S 2”, co-dirigendo l’ottimo “Safe Evans” insieme a Gareth
Evans. Quest’ultimo partecipa alla
realizzazione di “Killers” in veste di produttore: un gruppo che fa ben sperare
nella buona riuscita della pellicola. I
registi partoriscono un lavoro estremamete ambizioso e complesso, di difficile
catalogazione e dalle molteplici sfumature. Il duo riesce a confezionare
un’opera
