Martin è un uomo disturbato a causa degli abusi sessuali
subiti dal padre quando era bambino. L’uomo è ossessionato dal film “The Human
Centipede”, che guarda a ripetizione nella guardiola del parcheggio di cui è
custode. Il suo sogno è quello di realizzare un centipede umano fatto di dodici
persone e, seguendo le istruzioni fornite dal Dr. Josef Heiter, protagonista
del primo episodio, inizierà a mettere in pratica il suo folle piano.
“The Human Centipede: First Sequence” si era fatto egregiamente strada nel marasma
delle uscite dal sapore “torture porn” degli ultimi anni, grazie alla brillante
quanto malata idea che vedeva tre cavie umane impiegate per la realizzazione di
un centipede attraverso un agghiacciante intervento chirurgico. Seppur questo
primo episodio fosse pregno di sequenze impressionanti, il suo sequel è
qualcosa di molto più raccapricciante e disumano. Il regista Tom Six partorisce
un secondo capitolo riuscitissimo, dando prova non solo di eccellenti doti
tecniche ma anche di una fervente fantasia. Utilizzando l’espediente metacinematografico
del “film nel film” il cineasta olandese
amplia le
